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Safilo, riconversione in vista per attirare nuovi imprenditori

Lo stabilimento di Precenicco avrà il fotovoltaico per essere autosufficiente. A Martignacco corsi per il reinserimento

 

Convertire lo stabilimento Safilo di Precenicco grazie al fotovoltaico. La proposta avanzata dai sindacati sarà al centro del tavolo regionale convocato per martedì prossimo dalla Direzione attività produttive. E così i quasi mille lavoratori delle sedi Safilo di Martignacco e Precenicco travolti dalla crisi, tornano a sperare.

«Discuteremo del progetto per rendere autosufficiente lo stabilimento sotto il profilo energetico con l’obiettivo di fare in modo che diventi appetibile agli occhi di nuovi imprenditori i quali potrebbero essere interessati ad avviare nuove produzioni» dicono Roberto Di Lenardo della Cgil e Augusto Salvador della Cisl. «Se ci hanno convocato per discutere del fotovoltaico – proseguono – significa che potremo finalmente iniziare un ragionamento concreto e così quando saremo convocati a Roma, potremo presentare soluzioni concrete».

All’incontro, insieme ai tecnici della Regione e della finanziaria regionale Friulia ci saranno anche i rappresentanti della Ziac, zona industriale Aussa Corno di San Giorgio di Nogaro e ovviamente i sindacati. All’ordine del giorno non c’è nessun riferimento alla ricerca di soggetti interessati, ma i sindacati intendono aprire un confronto anche su quello. «La ricerca di possibili subentri e progetti per ridare prospettive di occupazione ai due siti della Safilo a Precenicco e di Martignacco – dice Di Lenardo – è un passaggio sul quale vogliamo subito iniziare a discutere». I sindacati avevano proposto di realizzare un centro per lo smaltimento dei Raee, Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche che – sottolinea Salvador – «al momento manca nonostante sia previsto dalla legge: ci sembra un’opportunità valida per risolvere due problemi in un colpo solo, ma se ci sono soluzioni migliori siamo pronti ad ascoltare purché si faccia in fretta».

Dal primo luglio infatti scatterà la cassa integrazione straordinaria per un anno e la fabbrica di Precenicco chiuderà i battenti. In quella di Martignacco, invece, resteranno operativi solamente 160-180 lavoratori, sugli oltre 650 complessivi. Entro breve l’azienda dovrebbe comunicare l’elenco dei lavoratori che resteranno alle dipendenze Safilo, gli unici in tutto il Friuli. Per gli altri, il futuro potrebbe essere diverso. Ecco perché i sindacati stanno lavorando alacremente anche sul fronte del reinserimento. «Stiamo già raccogliendo pre-iscrizioni ai corsi di estetista, infermiere, bidelli, informatico e altri ancora – riferisce Salvador – perché non possiamo farci trovare impreparati quando si esauriranno gli ammortizzatori». Anche il Comune di Martignacco si sta adoperando in sintonia con i sindacati e per il 30 giugno è in programma un incontro alle 18 rivolto a tutti i dipendenti dello stabilimento Safilo. Oggi è anche in programma una riunione con alcuni componenti del coordinamento dei presidi Safilo insieme a lavoratori di altre aziende in crisi per ragionare sull’opportunità di creare un coordinamento unitario.

Cristian Rigo

 

(rs mv)

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