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«Ho cambiato sesso e nessuno mi ha discriminata»

Fino al 2005 era un uomo, poi ha deciso di farsi operare per diventare donna. È nata in città, ha studiato allo Stellini e ha giocato a rugby. Ora è un’affermata bancaria a Milano

 

La storia di Vittoria Casamassima (Federico alla nascita): «Udine mi ha accolta con molta serenità»

di MAURIZIO CESCON

Nessuna discriminazione. Anzi, una carriera in banca in ascesa. E una vita serena, appagata. Quella di Vittoria Casamassima, 49 anni, udinese di nascita e formazione (ha ancora la residenza in città) è una storia controcorrente. Un’eccezione che forse conferma la regola fatta di soprusi, umiliazioni e porte sbattute in faccia. Sì, perchè Vittoria è nata Federico. Era un uomo e 5 anni fa ha cambiato sesso.

E’ stata lei che ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto e di raccontare la sua singolare vicenda in un incontro con la stampa alla Camera del Lavoro di Milano, che l’ha seguita e consigliata nel suo cammino. Ha anche scritto un libro “La dolce attesa di Eufrasia” e vuole presentarlo a Udine. «Lo farò al più presto – dice al telefono del suo ufficio in centro a Milano della Banca regionale europea, gruppo Ubi, dove è assistente del vice direttore generale –, intanto ho preso accordi per distribuire il volume alla libreria Tarantola. Mi piace molto scrivere, nel mio libro c’è tanto Friuli, la mia infanzia, la mia giovinezza, il mio passato da uomo».

Vittoria in città ha i familiari e ci capita almeno una volta al mese. Sa parlare in marilenghe, ha studiato al liceo classico Stellini. Poi l’università a Trieste, facoltà di Economia e Commercio e un master a Vicenza. Nel frattempo la collaborazione con il nostro giornale nel settore dello sport e il rugby, che ha praticato per diversi anni. «Ma io da bambina e fino ai 17 anni ho sempre sognato di diventare una femmina – spiega –, anche se non ne avevo mai parlato con nessuno. Nè in famiglia, nè con gli amici. Poi per molto tempo ho seguito un percorso da uomo». A tal punto che Vittoria, quando era ancora Federico, si era sposata. Ma nel 2005, «il 31 gennaio», dice ricordandosi la data precisa, la svolta. E decide di diventare anche fisicamente ciò che aveva sempre sentito, nel suo intimo, di essere. L’inizio è stato un viaggio in Brasile per i primi interventi di plastica al viso, che definisce «molto pesanti». «Il ritorno in banca non è stato facile – continua Vittoria – : all’inizio i capi mi chiesero di continuare a mettere abiti maschili. Poi piano piano i colleghi hanno cambiato atteggiamento e la dirigenza ha deciso non solo di non discriminarmi, ma anzi di promuovermi per le mie capacità». Nel frattempo c’era stata l’operazione per il cambio di sesso, effettuata nella Repubblica Ceca. «Devo ringraziare tantissimo il mio avvocato Elisabetta Mizzau – racconta Casamassima –, che è gentile e professionale, che mi ha sostenuta nei momenti peggiori e mi ha dato tutto l’appoggio anche legale per effettuare il cambio di sesso. E devo anche ringraziare gli impiegati e i funzionari dell’anagrafe di Udine, che mi hanno trattato in modo carinissimo, eccezionale, quando sono andata là per i documenti con il nome nuovo».

Anche del suo Friuli Vittoria dice un gran bene. «Vedendola da fuori si può pensare che Udine sia una città provinciale – osserva –, ma non è affatto vero. Non mi aspettavo un’accoglienza così serena e tranquilla della mia nuova vita, come invece effettivamente è stato. Credo che Udine sia un posto con gente tollerante. E pure nella mia famiglia i rapporti sono generalmente buoni. Io sono uscita allo scoperto perchè ho profonda gratitudine per la mia banca: sono certamente una persona fortunata perchè una scelta come la mia si può fare se si ha un equilibrio e una vita serena. Ho tanti amici, gli hobby, mi piace scrivere, andare in palestra e in piscina, ascoltare musica e trascorrere le serate in discoteca».

Dalla Banca regionale europea i massimi vertici confermano le capacità di Vittoria. «E’ prima di tutto una persona – afferma Pierluigi Marabelli, responsabile delle risorse umane della banca – ha una sua dignità e una vita che vanno rispettate». «Quello di Vittoria – commenta Massimo Mariotti responsabile del Centro gay della Camera del Lavoro di Milano – è un caso anomalo in Italia, perchè positivo. Nella stragrande maggioranza dei casi i transessuali sono discriminati, mobbizzati, anche licenziati. La legislazione sul cambio del sesso anagrafico va modificata per evitare che la fase transitoria diventi un inferno».

(rs mv)

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