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SECONDO IL QUESTORE, LA PROVINCIA DI UDINE SAREBBE TRA LE PIU’ SICURE D’ITALIA: MAH…

«La provincia di Udine è tra le più sicure del Paese, una terra felice e sostanzialmente sicura». Parola del questore Giuseppe Padulano che ieri, nell’ambito delle celebrazioni per la 157ª festa della polizia che si sono svolte a partire dalla 12 in piazza Libertà, ha posto anche l’accento sul fatto che «in Friuli sono assenti fenomeni quali l’estorsione o le attività gestite dalla criminalità organizzata». A conferma di ciò il capo della polizia ha ricordato che, nell’ultimo anno, i reati sono calati dell’8% e, in particolare, in città, sono diminuiti i furti in appartamenti e negozi.
«Udine è ai primi posti in Italia per sicurezza – ha sottolineato Padulano – e non lo dice solo il questore: oltre ai nostri dati, infatti, ci sono anche sondaggi, autorevoli analisi socio-politiche e inchieste di riviste specializzate. Ci stiamo comunque impegnando al massimo livello per continuare a elevare gli standard di sicurezza e contiamo sulla collaborazione di cittadini e istituzioni. Il nostro slogan di quest’anno, infatti, è “C’è più sicurezza insieme”».
Il questore, dopo aver salutato le autorità, le comunità straniere e tutti i presenti, ha aperto il suo discorso rivolgendo «un pensiero affettuoso» alla famiglia del prefetto Lorenzo Cernetig e a quella dell’ispettore Giorgio Poser «per il dramma da cui sono state colpite nei giorni scorsi», quando entrambi sono mancati. «L’ispettore Poser – ha aggiunto – avrebbe dovuto essere qui con noi a comandare il picchetto, come faceva da vent’anni».
Subito dopo Padulano ha sottolineato «l’importanza dei protocolli siglati tra Ministero degli Interni, Regione ed Enti locali per definire nello specifico le funzioni e il coordinamento tra forze dell’ordine e polizia locale». «La capacità di collaborazione e il senso civico di questi ultimi – ha detto il presidente della Regione Renzo Tondo, intervenuto alla cerimonia – rappresentano un fiore all’occhiello del Friuli Venezia Giulia ed è in tale contesto – ha aggiunto – che si svilupperà l’attività dei volontari per la sicurezza, meritevoli dello stesso rispetto e della stessa considerazione che portiamo ai volontari della protezione civile e a quelli delle associazioni che fanno servizio sociale».
Sul fronte dell’attività quotidiana della questura, il capo della polizia friulana, da un lato, ha definito «legittime» le richieste di più uomini e più mezzi provenienti dalle organizzazioni sindacali e, dall’altro, ha voluto dire però che «la situazione non è assolutamente critica. Abbiamo benzina e computer. Certo, c’è qualche criticità nell’assegnazione dei fondi, ma non c’è pericolo di depotenziamento dei servizi. Anzi, quelli di controllo del territorio avranno ulteriore impulso grazie alle nuove opportunità offerte dalla tecnologia. E penso, per esempio, a progetti da noi elaborati e finanziati dalla Regione, a cominciare dalla connessione delle sale operative di polizia, carabinieri e vigili urbani che sarà completata entro un mese».
Sono poi saliti sul palco due poliziotti ai quali sono è stato tributato un particolare riconoscimento. Il primo l’ha ricevuto l’ispettore superiore Andrea Goricizzo perchè, nel settembre, 2007, quando era in servizio nell’area di sosta di Roncobilaccio, ha protetto un gruppo di persone dal lancio di oggetti messo in atto da alcuni individui violenti. Il secondo, invece, è andato al sovrintendente Stefano Bernardis, esperto della Scientifica. Bernardis, infatti, grazie alle sue competenze informatiche, negli ultimi anni è riuscito a sviluppare un software che consente alla polizia di consultare 24 ore su 24 l’archivio segnaletico. E ciò ha permesso di velocizzare molte attività della questura.
Premiate anche le scuole che hanno partecipato a progetti e incontri organizzati in collaborazione con la polizia di Stato: gli alunni dell’elementare Garzoni che, insieme ai rappresentanti del Consiglio comunale dei ragazzi, hanno realizzato una trasmissione radiofonica e gli studenti degli istituti superiori Ceconi, Zanon e Stellini per il loro impegno nell’ambito di un progetto riguardante lo sport e l’educazione alla legalità.
A margine della manifestazione, tre sindacati di polizia (Siap, Silp e Consap), attraverso un volantinaggio, hanno manifestato il loro dissenso in relazione a una festa «un po’ troppo sfarzosa rispetto al momento di crisi economica, alla scarsità di risorse su cui possono contare quotidianamente gli operatori della sicurezza e anche al recente terremoto che ha colpito l’Abruzzo». «Non siamo certo contrari a una festa che rende giustamente merito alla polizia – hanno dichiarato i sindacalisti -, tuttavia ritenevamo che potesse essere fatta in forma più modesta e pacata. E che i fondi così risparmiati potessero essere destinati alle popolazioni terremotate. Ecco perchè ci siamo mobilitati per promuovere una raccolta fondi che andrà avanti anche nei prossimi giorni».

(rassegna stampa Messaggero Veneto)

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