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APRE VICINO/LONTANO. “Cultura e accoglienza, Udine capitale”

di MICHELE MELONI TESSITORI
«Questo evento ormai qualifica Udine e la rende distinguibile nel mondo perché dimostra che non esiste una vera lontananza culturale e crea momenti di comprensione. Quest’anno si premia un libro che parla dell’Asia, però poi quando questi lontani cittadini del mondo arrivano da noi non dobbiamo considerarli diversi, varare leggi che non garantiscano loro gli stessi nostri diritti. Questo festival ci fa sentire per quattro giorni cittadini del mondo, ma noi dobbiamo esserlo tutto l’anno e riconoscere l’altro come nostro fratello». Con questo forte appello all’accoglienza, che è suonato anche critica alle politiche del Governo, il sindaco di Udine, Furio Honsell, ha contrassegnato l’apertura, ieri, della quinta edizione di vicino/lontano. Oltre settanta appuntamenti, 30 sponsor privati capofila Unicredit, la manifestazione è tornata nella sua sede naturale, l’ex chiesa di San Francesco «luogo simbolo nel quale è nato il nostro osservatorio della contemporaneità», ha detto il presidente dell’associazione promotrice, Paolo Cerutti. «Vicino/lontano continua a sviluppare un suo progetto culturale e si propone di contribuire all’elevazione del profilo culturale di Udine promuovendo un processo di maturazione delle coscienze civili». Cerutti ha poi sottolineato il radicamento nel territorio, provato dalle cinquanta collaborazioni con enti e privati e ha reso merito a Unicredit group e ad altre istituzioni pubbliche e private «che continuano a investire nella cultura in un momento di crisi generale» (la banca capofila copre da sola oltre il 40% del budget della manifestazione). Il presidente dell’associazione promotrice ha quindi aperto ufficialmente il festival annunciando il tema della quinta edizione, quello della paura: «Il nostro augurio – ha concluso – è che al termine di questa lunga riflessione collettiva avremo tutti un atteggiamento piú consapevole e coraggioso per affrontare dinamiche complesse e sofferte».
«Qui si cerca l’umanità vera», gli ha risposto il sindaco Honsell, che ha reso ampio merito al suo predecessore, Sergio Cecotti, per avere creduto nel progetto cogliendo un valore dell’identità di Udine. «Ma come cittadini non dobbiamo restare semplici osservatori, dobbiamo anche essere attori». Di qui l’appello ad accettare chi viene da lontano: «Dobbiamo costruire una Udine e un’Italia sempre piú accoglienti verso chi è solo apparentemente diverso».
L’assessore comunale alla Cultura, Luigi Reitani, ha quindi indicato nel festival un antidoto «all’invasione di mezzi piú forti di comunicazione», come una risposta «al chiacchiericcio quotidiano, al pettegolezzo, alla riduzione della vita a spettacolo, a banalità, al nonsenso che ci propongono certe immagini attraverso la televisione». Vicino/lontano ha saputo coinvolgere la città «partendo dai luoghi, e non è un fatto banale trovarsi dinanzi a questa bellissima chiesa che ci ha insegnato a riscoprire, a guardare con altri occhi». Il festival, insomma, aiuta a ritrovare luoghi storici di Udine «che rifunzionalizziamo e valorizziamo e ciò rinsalda il legame con la città».
Reitani ha poi lodato l’impostazione della manifestazione «che è della contemporaneità, si pone questioni nodali del presente, ma lo fa in una prospettiva non effimera, perché non si tratta di dare una risposta, che non c’è, né di dare giudizi netti basandosi su schemi precostituiti. Le risposte devono darle i cittadini, la risposta è l’impegno etico del cittadino, ma ciò che può fare la cultura è porre interrogativi, mettere a fuoco i problemi». Vicino/lontano lo fa magnificamente «perché parla della contemporaneità senza tempo, privandola dell’effimero e proiettandola nella dimensione dei valori». Infine, Reitani ha posto in risalto il fatto che la manifestazione «mette la cultura al centro, ma si apre al rapporto con le imprese e ne fa un elemento di innovazione e di crescita».
«Questo è sempre piú il luogo in cui si immagina il futuro attraverso la cultura, il confronto, il dialogo interdisciplinare», ha detto il rettore Cristiana Compagno sottolineando il rafforzamento della collaborazione tra il festival e l’ateneo friulano. Infine, l’assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro, ha espresso apprezzamento per il fatto che vicino/lontano «cresce soprattutto nella capacità di collaborare con altre realtà e di radicarsi nel territorio». «Viviamo in tempi di inquietudini – ha proseguito – e vicino/lontano diventa l’occasione per un approfondimento e una sollecitazione. Ancora una volta bisogna tornare ai fondamentali, alla cultura che di per sé è motore di cambiamento, per innovare, e il fatto che molte imprese e partner privati partecipino è il segnale piú eloquente». L’incontro si è chiuso con il ringraziamento di Cerutti ad Angela Terzani e il caloroso applauso del pubblico.

(rassegna stampa Messaggero Veneto)

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