SFUEI DAL FRIÛL LIBAR

IL GIORNALE DEL FRIULI LIBERO
inBOX - le vostre storie
inBOX - le vostre storie   | Youtube | Facebook | RSS Feed |

Muore in moto il figlio del vignaiolo Gravner (rassegna stampa Messaggero Veneto)

GORIZIA. È morto sabato sera, per le gravissime lesioni riportate in seguito a un incidente motociclistico, il 27enne goriziano Miha Gravner. Era il figlio di Josko, uno dei più conosciuti e apprezzati vignaioli non soltanto del Collio goriziano, ma anche dell’intero panorama enologico nazionale. Miha era in Croazia e si trovava alla guida della sua motocicletta, quando ha perso il controllo del veicolo ed è finito a terra battendo violentemente la testa. E’ morto dopo poche ore in ospedale.
La tragedia è accaduta l’altro pomeriggio su una strada croata fra Zara e Karlobag. Miha Gravner si trovava da solo in sella alla sua moto, una Ktm, e stava procedendo da Zara proprio in direzione di Karlobag. Improvvisamente è successo qualcosa: forse una distrazione, forse un’errata valutazione della velocità cui stava procedendo, fatto sta che Miha ha perso il controllo della potente motocicletta, a quanto pare senza che vi fosse contatto con un altro veicolo. Il giovane motociclista è stato sbalzato sull’asfalto: un volo terribile di quasi 50 metri, al termine del quale ha battuto violentemente la testa in corrispondenza del margine della carreggiata, probabilmente contro il guardrail o un paracarro. Le sue condizioni agli occhi dei primi soccorritori sono parse subito gravissime.
Miha Gravner è stato trasportato con l’ambulanza nel più vicino ospedale ed è giunto nel nosocomio ancora in vita. Sono passate appena due ore e il suo cuore, poco prima delle 20, ha cessato di battere.
La famiglia Gravner, che abita a Oslavia, è stata avvertita nell’immediatezza del terribile episodio e nella tarda serata di sabato a Gorizia, dove il ragazzo era conosciutissimo, aveva già cominciato a spargersi la voce del gravissimo incidente in motocicletta accaduto a Miha, che, purtroppo, non era sopravvissuto.
Si tratta di stabilire che cosa abbia portato Miha, che era un motociclista molto esperto, a perdere il controllo del mezzo.
Miha Gravner era ormai l’erede designato di Josko. Raccogliere il testimone del padre era un compito tanto gravoso quanto stimolante per Miha, che negli ultimi anni aveva deciso di dedicarsi con tutto se stesso all’attività vinicola. Quell’attività che ha reso nell’arco degli ultimi anni l’etichetta Gravner un simbolo di eccellenza enologica, in particolare per quanto riguarda la ricerca e il perfezionamento dell’uso dei metodi più tradizionali e antichi dell’arte di produrre il vino. Josko da anni è ormai una figura quasi leggendaria del Friuli enologico: le sue vigne, partendo da Oslavia, occupano quasi venti ettari, in parte in territorio italiano, in parte oltre confine.
Se negli anni Ottanta era stato uno dei primi a introdurre nella nostra regione tecniche d’avanguardia, poi era stato anche fra i primi ad abbandonarle, lasciando perdere acciaio e barrique, puntando su una nuova forma di sperimentazione, quella legata all’antica tecnica georgiana di produrre il vino in grandi anfore di argilla rivestite di cera d’api e poi interrate fino al collo. Una tecnica che affonda le radici in una tradizione millenaria e che ha fatto la sua fortuna.
Nel 2007 Josko Gravner è stato insignito del prestigiosissimo premio speciale assegnato da Slow food e dal Gambero rosso come “viticoltore dell’anno”, trionfando nel Salone del gusto di Torino. Miha, dopo il diploma nel liceo classico sloveno, aveva deciso senza indugi di seguire le orme paterne, ben sapendo che si sarebbe trattato di una sfida che avrebbe richiesto grande impegno, visti gli onori e la fama cui è assurto il nome dei Gravner nel panorama vinicolo.
Piero Tallandini

Print

Chiavi di ricerca: , , , ,

Lascia un commento

Nota: i commenti sono sottoposti a moderazione, la pubblicazione potrebbe essere ritardata di qualche ora