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L’EUROSOGNO DELL’UDINESE (rassegna stampa Messaggero Veneto)

Tre a zero all’Atalanta, la ricorsa continua: per quanto “folle” possa essere considerato il piano europeo dell’Udinese, bisogna riconoscere che la matematica concede ancora qualche spiraglio alle speranze dei bianconeri, a “meno 5″ dal sesto posto della Roma, una Roma in rottura prolungata e con davanti un calendario tutt’altro che in discesa. Uno scontro diretto (Cagliari), un big-match (Milan) e una sfida con una delle disperate (Torino) nel menù delle ultime quattro giornate di Spalletti. Giornate calde per assicurarsi almeno un posto nella nuova Coppa Uefa. Altro che Champions. Solo più tiepide quelle dell’Udinese: Lazio, Milan, Sampdoria e Cagliari per una stima che va dai 5 ai 10 punti sui 12 in palio. A patto che la squadra continui ad essere in palla come ieri. Solo a quel punto si potrà tracciare una riga per fare la somma: a occhio sarà difficile rivedere l’Udinese in Europa, visto che tra i bianconeri e i giallorossi ci sono altre due squadre, Cagliari e Palermo, sopratutto il Palermo, senza big e pericolanti tra le scatole da qui alla fine della stagione. Può superare la Roma. L’Udinese ha realisticamente l’ottavo posto nel mirino, là dove adesso c’è il Cagliari. Tornano alla mente così, tutti i punti gettati alle ortiche tra novembre e gennaio, le sconfitte interne con Reggina e Chievo, il pareggio per 3-3 con la Lazio capace di rimontare tre gol. È lì che il campionato la preso una brutta piega, è lì che Pozzo ha cominciato a pensare a un futuro senza Marino. Valutazioni che, come un’onda lunga, hanno fatto emergere le voci dell’ingaggio di Del Neri per la panchina dell’Udinese, voci smentite dalla società a più riprese e stoppate dalla proprietà soltanto con la pubblica conferma di Marino prima della gara con il Chievo. Voci che continuano a viaggiare sotto terra come un fiume carsico, tanto che «così le mie parole e quelle della società risultano poco credibili». L’ha detto ieri Marino nel dopo-partita, poco dopo aver incontrato e battuto l’Atalanta di Del Neri. Per tre a zero. Una sola partita non può fare testo nel calcio. Chissà che non servano le prossime quattro.

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