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QUAGLIARELLA E DI NATALE ALLA CHIAMBRETTI NIGHT IN TV (rassegna stampa Messaggero Veneto)

MILANO. Ironia, divertimento e simpatia: con queste premesse si è aperta una nuova puntata di “Chiambretti Night”, anzi “Chiambretti Napoli Night”, che, come spiega il titolo stesso, è stata imperniata sullo stupendo capoluogo partenopeo. Non solo, è stato anche il pretesto per avere due ospiti, ancora una volta, legati al mondo del calcio: dopo il successo riscontrato nella puntata con Josè Mourinho, questa volta è toccata ai “gemelli del gol” dell’Udinese – come li ha definiti il popolare padrone di casa – Fabio Quagliarella e Antonio Di Natale. Entrambi attaccanti della squadra friulana e della Nazionale di Marcello Lippi, ma prima di tutto – per il tema della serata – campani Doc: Antonio, nato a Napoli, e Fabio, a Castellammare di Stabia.
Nello studio di “Chiambretti Night” si è cercato di riprodurre l’atmosfera dei vicoli napoletani. Panni stesi sui fili, balletti con tanto di pizzaioli acrobatici. Uno spettacolo. Il ghiaccio è subito rotto, ironizzando sul cognome di Antonio, che porta fortuna, il quale dimostra di saper stare allo scherzo così come Quagliarella. Fra un intervento musicale del corpo di balletto e l’altro, e le battute, sempre brillanti, il “Pierino nazionale”, ha trovato lo spunto per andare a toccare l’argomento «calcio-emigranti», dato che entrambi hanno percorso una carriera lontani dalle mura di casa: Quagliarella che inizia nelle giovanili del Torino («avevo 13 anni, la sera telefonavo a casa e mi veniva da piangere, è stata dura), squadra del cuore del presentatore, e Di Natale a Empoli. Un percorso che li ha portati a ritrovarsi lontani dalla loro Napoli, ma che hanno sempre nel cuore, come si vede dai loro sguardi che quando sullo schermo passano le immagini della città partenopea o del terremoto che colpì anche l’Irpina.
Si parla anche di “Gomorra” il libro di Roberto Saviano che ha dipinto una Napoli nelle mani della Camorra: Di Natale difende la sua città: «Napoli non è solo questo. Tutto quello che accade lì viene ingigantito».
Il capitano dell’Udinese, poi, offre la maglia numero 10 personalizzata a Chiambretti. Il presentatore, che non ha peli sulla lingua, lo provoca: «Quando parla Totò ci vuole il traduttore». Poi Chiambretti manda un saluto alla alla famiglia Pozzo «in particolare alla signora Giuliana, quella che porta i pantaloni in famiglia».
Vengono mandate in onda le immagini più tristi di Di Natale in Nazionale. L’infortunio al ginocchio e il rigore fallito all’Europeo. Chiambretti si rivolge a Quagliarella: «Siamo andati fuori per colpa sua, digli qualcosa!». «Può succedere!», la replica di Quagliarella. «Macchè – schera Pierino -, è uno str…»,
Poi è anche tempo di mercato, di nomi, di voci e, soprattutto, siamo alla conclusione di un campionato del quale i due gioiellini nazionali parlano volentieri toccando i due tasti principali. Ce la farà l’Inter a salvaguardare i 7 punti di margine, e che finale sarà quello del’Udinese? Quagliarella non ha dubbi: »Può succedere di tutto con le partite che restano, e in passato abbiamo già assistito a rimonte che potevano sembrare impossibili, e in realtà non lo sono state. Per quanto ci riguarda, il nostro obiettivo è finire bene, cercare di ottenere più punti possibili e, poi, tireremo le somme».
Quando si parla delle voci di mercato che lo riguardano, il Fabio nazionale, è altrettanto chiaro: «A Udine ho passato due anni bellissimi e mi trovo bene. Chiaro che se dovesse arrivare un’offerta da una grande club, sarei lusingato e sarebbe un’occasione importante. Ma per tutto questo dovrete parlare con il mio procuratore. Il mio obiettivo è farmi trovare sempre pronto, in ogni momento, in ogni situazione: in fondo è quello che era accaduto alla Sampdoria, che aveva 4 attaccanti, ho avuto la mia chance e me la sono giocata».
La chiusura è per il “folletto” Di Natale e sul suo ginocchio, infortunato in Nazionale: «La prossima settimana andrò a Barcellona per fare un controllo e, se avrò l’ok, come spero, riprenderò a correre».

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