SFUEI DAL FRIÛL LIBAR

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SAFILO, DOMANI VERTICE DECISIVO (rassegna stampa Messaggero Veneto)

di MAURIZIO CESCON

UDINE. Tra oggi e domani si deciderà il destino degli stabilimenti friulani di Martignacco e Precenicco della Safilo. Questa mattina una maxi delegazione sindacale (Cgil, Cisl e Uil oltre a tutti i delegati delle Rsu delle fabbriche del gruppo, anche quelle venete), incontrerà in sede a Santa Maria di Sala i massimi dirigenti della multinazionale dell’occhiale. Domani invece appuntamento cruciale al ministero dello sviluppo economico a Roma: ed è proprio su questo tavolo che i sindacati confidano per salvare quanti più posti possibili in Friuli.
«L’incontro al ministero è decisivo – dice Luigi Oddo della Uil -. Metteremo sul piatto la possibilità di spalmare la cassa integrazione fra tutti gli stabilimenti, compresi quelli del Veneto. Non è in crisi solo Safilo Friuli, ma tutta l’azienda, quindi mi sembra doveroso dividere i sacrifici fra tutte le componenti. Oggi saremo con gli altri colleghi in Veneto, ma a mio avviso non è un appuntamento strategico. Faremo il punto della situazione e ribadiremo quelli che sono i presupposti della nostra azione. Vediamo anche se è possibile ricomporre la frattura con i colleghi di Longarone e Santa Maria di Sala, noi lo speriamo». Analoga la posizione di Roberto Di Lenardo della Cgil: «Manteniamo la nostra posizione – spiega -, che non è cambiata di un millimetro in queste settimane. A Roma sarà il momento più importante, là si avranno le risposte definitive».
Altro tema caldo di questi ultimi giorni è il bilancio dell’occhialeria che è stato presentato lunedì. Anche in questo caso il giudizio dei sindacalisti è il medesimo: nulla di nuovo sotto il sole. «Che l’azienda non stesse bene – osserva Di Lenardo – si sapeva. Se i fondamentali fossero cambiati in positivo, allora sarebbe stato clamoroso, ma così purtroppo non è». «L’azienda ha sempre detto di aver subito un calo del fatturato – conclude Oddo -. I volumi di vendita purtroppo non sono buoni e un bilancio di questo genere era atteso. Non c’è niente di particolare, niente che non fosse stato detto e scritto nei mesi scorsi. Piuttosto mi stupisce che i dirigenti Safilo sostengano ancora che l’apertura in Cina non c’entra con la crisi friulana. Altochè se c’entra: basti pensare che tutti i posti persi a Martignacco sarebbero assorbiti da Shanghai, mentre il sacrificio di Precenicco, nei loro piani, andrebbe a salvare per il momento le due fabbriche venete, portando là le lavorazioni che oggi si fanno nella Bassa».

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